"Luce in Sala" è la rassegna di Enzo Riccò, insegnate di religione e residente nel nostro Comune.
I video sono una produzione a cura di Video Studio Diocesi, parte del programmazione "La Cittadella News", canale ufficiale della Diocesi di Mantova https://www.youtube.com/@diocesidimantova
Luce in Sala vuole essere la proposta di alcuni film nelle sale cinematografiche mantovane che possono dare uno stimolo per la riflessione e l'approfondimento personale. Non tanto perché hanno vinto dei festival o perché hanno fatto botteghino, ma perché propongono dei contenuti che ci possono aiutare nell'approfondimento della nostra coscienza, nel confronto culturale, nello stimolo del dialogo.
Brevemente presentiamo tre film:
1. Norimberga
Il primo, Norimberga, tratto da un romanzo ispirato a una storia vera, parla di uno psichiatra militare americano che deve colloquiare e analizzare i nazisti che vengono processati a Norimberga. I temi sono attualissimi e ci fanno riflettere su questioni che riguardano anche l'oggi: la brama del potere che non guarda in faccia nessuno ed è sopra ogni valore, la capacità di manipolare le coscienze, l'astuzia dell'uomo nel modificare la realtà, la superficialità nel pensare che il male possa avere dei limiti. Questo film ci dice che la storia è maestra e l'uomo non sempre ne è capace di una lettura saggia.
2. Ultimo Schiaffo
Secondo film, Ultimo Schiaffo, ambientato nel Friuli freddo e montano: due fratelli che si arrabattano per vivere. È un film un po' amaro, diciamo, però ci presenta la denuncia di quello spirito vuoto e consumistico del Natale americano, lo spirito del Natale. Interessantissima la figura del fratello che è semplice, quasi sempliciotto, però capace di un amore evangelico, capace di una semplicità disarmante, capace anche di donarsi agli altri con sacrificio.
Terzo film, Primavera, si rifà alle "Quattro stagioni" di Vivaldi. Non presenta la storia di Vivaldi ma presenta Vivaldi nella sua attività di maestro di violino nell'orfanotrofio di Venezia "della Pietà". Quali sono i temi interessanti? La passione per coltivare i propri carismi, le proprie capacità; la dimensione di accoglienza delle orfane a Venezia in questi orfanotrofi del 1700 dove vengono anche educate alla bellezza dell'arte; il senso dell'abbandono di queste ragazze e la ricerca della madre. Ultima cosa: si è quasi certi che Vivaldi abbia composto le "Quattro stagioni" qui a Mantova, quando ha soggiornato a Mantova tra il 1718 e il 1720."
Enzo Riccò: "Rieccoci all'appuntamento 'Luce in Sala', dove vi consigliamo alcuni film presenti nelle sale cinematografiche di Mantova. Non tanto per una critica di tipo strutturale o anche tecnica, ma perché possano far riflettere e aprire una discussione culturale su alcuni temi di importanza per la nostra comunità."
"È arrivato nelle sale cinematografiche mantovane l'ultimo prodotto del regista Paolo Sorrentino, dal titolo 'La Grazia'.
Il film è interessante perché pone, esplicitamente e anche implicitamente, temi riferiti al dubbio nelle scelte di coscienza. Un anziano Presidente della Repubblica, vedovo, cattolico, ormai alla fine del suo mandato, è continuamente preso da tre, diciamo, elementi concatenati:
"Questo giurista affermato riflette e ci fa riflettere, noi che guardiamo il film, sulla impossibilità di stilare una casistica oggettiva sulle colpe e sui meriti nelle scelte umane. Come a chiedersi: si può entrare nel cuore dell'uomo, nella sua intimità, per porre un giudizio definitivo sul suo agire?
Ecco, le risposte sono diverse a seconda dell'antropologia di riferimento, però non possiamo sottrarci a questo confronto, anche se noi possiamo abbracciare una verità.
Una cosa che non capisco di Sorrentino è perché in certi suoi film si accanisce contro la religione cristiana e i suoi ministri. L'apice l'ha raggiunto col film Parthenope, dove è veramente una proposta trash contro il cattolicesimo. Qua ci dobbiamo accontentare di un Papa che sembra Bob Marley, che ha gli orecchini, che ha le treccine e va in giro col suo scooterone per i giardini vaticani."
"La luce può essere anche prendere coscienza di alcune problematiche umane o sociali e quindi anche dare una risposta di tipo educativo.
È per questo che oggi voglio mettere a confronto due film che dovrebbero interessare chi si interessa di educazione e, in modo particolare, chi si interessa di educazione affettiva.
È una drammatica storia amara di tradimento coniugale e anche con le sue conseguenze problematiche. I personaggi principali sono tutti realizzati — uomini e donne realizzati — ma sottilmente infelici.
È una commedia dai tratti ironici e sentimentali di un coinvolgimento amoroso tra un preside di un liceo e una sua professoressa.
Perché hanno dei tratti comuni interessanti su cui riflettere:
L'ultimo film riguarda situazioni problematiche sociali. Il regista iraniano Ali Asgari cerca di denunciare l’oppressione e la censura del suo Paese. Lo fa con un film autobiografico che vorrebbe un po’ ispirarsi all’ironia graffiante di Nanni Moretti (perché parla di un regista che cerca di mettere in atto il suo film nel suo Paese), però diventa un po’ pesante perché i dialoghi e i rapporti hanno un po' il peso della verbosità tipica del parlare mediorientale."
Luce in Sala - Episodio 6
A cura di Enzo Riccò
Due film che fanno riflettere, presenti nelle sale cinematografiche mantovane.
Il primo film è "Rental Family - Nelle vite degli altri". Un attore americano si trova nella grande Tokyo; ormai senza fama, non trova lavoro, ma viene assunto da un'agenzia dove gli chiedono di recitare parti particolari di persone che si sono perse o che non esistono.
Deve, cioè, entrare nella realtà della vita e recitare come se fosse veramente la persona che gli chiedono di essere. Questo film è interessante perché fa capire quanto sia difficile entrare nella vita reale e poi uscirne senza esserne coinvolti emotivamente.
Infatti, una battuta finale del film dice:
"Si può entrare nelle vite degli altri senza che gli altri poi entrino in modo quasi indelebile nella nostra vita?" È per questo che il film è interessante, perché ci fa riflettere su questa situazione emotiva di coinvolgimento.
Secondo film, ambientato in Italia: "Domani Interrogo". Tratto da un libro che ha lo stesso titolo, racconta una storia reale di un'insegnante mandata a insegnare in una quinta di un liceo delle periferie romane. Una zona veramente difficile.
È un film che parla di una scuola dove ormai i ragazzi sono avviati alla delinquenza, dove la lingua parlata è il romanesco, dove la violenza verbale è quotidiana e dove il destino di questi ragazzi sembra segnato.
Quindi, questo film è bello e interessante perché ci fa capire quanto la scuola possa essere non solo educativa, ma salvifica in certi casi. Può aiutare le persone ad uscire da un destino che sembra per loro definitivo, un destino di distruzione. È una scuola che può ancora salvare i ragazzi dalla delinquenza.
film: Il bene comune
Il Bene Comune, bel film di Rocco Papaleo, dove è regista e anche interprete.
Il film ha come tema principale, io direi, lo chiamerei così, il viaggio di redenzione. Cioè, ognuno, svelando se stesso, svelando il suo retroterra problematico, rielabora le sue sofferenze.
Vediamo delle escursioniste che sono delle carcerate che stanno finendo il loro la loro pena e vanno a vedere un un pino pluricentenario che è simbolo della resilienza. E in questo viaggio, passo dopo passo, si narrano. Narrandosi, smussano un po' i loro angoli caratteriali, si avvicinano l'un all'altra, creano un bene personale. E qui è anche l'interesse del film: il bene personale crea il bene comune. Sentirsi bene con se stessi vuol dire anche creare un bene con gli altri.
2 film: Scalfire la roccia
Un film non facile, di tipo documentaristico, Scalfire la roccia. Però un film da vedere per capire il contesto sociale che può avvenire in altre parti del mondo. Per otto anni una regista iraniana ha seguito una donna coraggiosa di quel paese che è riuscita a farsi eleggere nel consiglio comunale. Una donna che è andata contro un patriarcato vero, un patriarcato dove le donne non valgono, dove le donne non possono avere diritti, non possono ereditare. Questa donna ha lottato contro questa situazione culturale. È stata seguita da questa regista che è riuscita a costruire la sua storia, la storia di una coraggiosa donna che difendeva le bambine date in matrimonio dodicenni a dei trentacinquenni. Le portava a casa sua, prometteva dei beni sociali, prometteva un interesse per la comunità.
Un film veramente interessante, anche se con la difficoltà della lingua originale. Una frase emblematica del film che ci può anche servire come chiave di lettura: un uomo dice proprio a questa donna coraggiosa "Alla donna si danno le scarpe, non si dà il sentiero. Il sentiero lo decide l'uomo".
Enzo Riccò:
Due film su due grandi autori di letteratura e di musica.
"Chopin: Notturno a Parigi", sugli ultimi anni del compositore, e "Hamnet: Nel Nome del Figlio", su un'ipotesi di elaborazione del testo di Amleto di Shakespeare.
Sono film interessanti perché mostrano il vissuto interiore di sofferenza di questi autori. Poi hanno in comune un elemento interessante anch'esso: in entrambi si mostra come la creatività generativa del bello — cioè creare, elaborare il bello nella musica e nella letteratura — sia una risposta al dramma della morte.
La generazione del bello può essere una modalità per rispondere alla difficoltà di accettare la morte di una persona cara, o anche la propria annunciata.
È uscito in questi giorni in modo mirato, solo in certe sale e in certi orari, il film "Sacro Cuore", fatto per ricordare i 350 anni delle apparizioni del Sacro Cuore alla mistica francese, una suora francese, Santa Margherita Maria Alacoque. Ha dato origine a questa spiritualità del Sacro Cuore che è partita dalla Francia e poi si è diffusa in tutto il mondo.
È un film ben costruito, con delle ricostruzioni storiche, con delle testimonianze, con dei pareri di tipo teologico interessanti. Sono interessanti le testimonianze sulle conversioni, un po' meno quelle sulle ricostruzioni storiche.
La cosa interessante di questo film, che ha stupito molti commentatori, è che ha battuto per spettatori tutti gli altri colossi tipo "Cime Tempestose". E dunque dobbiamo chiederci: queste sale piene su un film che parla di un'esperienza mistica... dobbiamo chiederci sull'esigenza di spiritualità dell'uomo contemporaneo.
Sul tema film e religione, io sono comunque convinto che anche i film di finzione — non solo quelli che parlano di un personaggio religioso o di un tema religioso — possano comunque essere formativi.
Possono dare risposte all'uomo, possono farci riflettere sui problemi esistenziali e possono anche parlarci del cammino di fede.